Nando Snozzi: il Medioevo è alle porte

Conosciamo l’autore bellinzonese di dipinti macabri e mostruosi inspirati alla realtà contemporanea della società di massa in cui viviamo, fatta di soverchie ed asti, di brame e morbosità invincibili.


Attinente di Carasso, «saiotro» in gergo per chi proviene da quelle parti, Nando Snozzi è il pittore di spicco della nostra regione, uno dei più premiati, molto conosciuto e apprezzato. È imponente, ha una barba bianca e folta, viso vissuto, un’espressione malinconica quasi nostalgica trai baffi canuti.
Nasce nel 1951, fa sua la licenza all’Accademia delle Belle arti di Brera a Milano nel 1977; prosegue poi la formazione ottentendo un attestato alla facoltà di arti plastiche all’ottava università di Parigi, nel 1980(1). I suoi lavori circolano in tutta la Svizzera e all’estero, allestisce e partecipa mostre artistiche di Zurigo, Basilea, New York. Era comproprietario della galleria d’arte «All’Attila» in via Camminata, e dell’omonima scuola di pittura aperta a tutti. Sono noti i suoi spettacoli dal vivo di pittura e recitazione in coppia con Ivano Torre: infatti questo venerdì lo vedremo protagonista con «L’edicola dell’arte 2012» al teatro sociale (maggiori informazioni, qui: http://www.teatrosociale.ch/spettacolo/ledicola-dellarte-2012).
Per orientarsi un poco nella sua pittura, nei suoi temi e rivendicazioni-inspirazioni, perché è questo che c’interessa capire, si può dire che in Snozzi si ritrovano le seguenti influenze.
Il surreale, cioè pura espressione dell’istinto, normalmente tacciato, zittito dalla ragione e dalla morale senza convenzioni estetiche o morali. Usa immagini «bestiali», animali, posizioni osé che non vanificano il messaggio civile anzi l’effetto aumenta specchiandosi nell’animale che non vogliamo essere.
Poi, l’espressionismo celato nei visi delle maschere cupe, tetre, «mostrouse», di matrice tedesca(2) come quelle ancora utilizzate nei carnevali, dando un tono neomedievale ai suoi lavori. Rincorrendo quella corrente che nel tempo della sua formazione, gli anni Ottanta, ha consolidato il suo stile.
Munendosi dei citati strumenti di espressione -surrealismo, espressionismo neomedievale – dipinge un’epoca di tremendi squilibri: il mondo che si affaccia alla modernità con il consumismo, la rivoluzione sessuale giunge alla conclusione, l’ingenuità in campo tecnologico viene severamente punita come nel disastrato di Tchernobyl – episodio che lo ha molto colpito. Usa i pastelli del «grottesco» per rappresentare la realtà di oggi. Perché le contraddizioni in seno alla nostra società come la sperequazione, il calcolo probabilistico dei rischi, l’irragionevole consumo sono grotteschi.
I suoi quadri al contempo provocanti e provocatori non cercano l’amplesso nel voyerismo, per chi sa andare oltre la provocazione essi svelano l’ipocrisia e la violenza quotidiana della realtà contemporanea, come la sottomissione senza compromessi. I dipinti di Snozzi come l’arte in todo sono un monito sociale, contro la decadenza dei costumi e della cultura.

Fonti:
(1)http://www.nandosnozzi.ch
(2)Gastone Mandozzi, «Le favole dissacratorie di Snozzi», Il Dovere, sabato 20 gennaio 1990, pagina 3
(3)Sandro Sardella, «Pensieri in libertà sull’ipotesi di un delirio», laRegioneTicino, sabato 10 ottobre 2009, pagina 26

Dipinti:
Nando Snozzi, Sulla strada si incontrano i desideri, 1995

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Hieronymus Bosch, Allegoria dei piaceri, 1500

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Nando Snozzi, Verbo sentire, 2001

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Hieronymus Bosch, Salita al calvario, 1505

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Nando Snozzi, Paesaggio nell’universo, 1997

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Max Ernst, Surrealismo e pittura, 1942Immagine

Nando Snozzi, Visidivisi, 2006

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Maschera di carnevale di «matrice tedesca»

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Nando Snozzi, disegno

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Nando Snozzi, Amuleti diversi, 2004

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Una risposta a Nando Snozzi: il Medioevo è alle porte

  1. Skiantato ha detto:

    Sia chiaro di arte non capisco una cippa. Detto questo: buona lettura.

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