Mal di testa linguistico

Auguro a chi ci segue e ci legge un mal testa. Una forte pressione intracranica alle tempie che non allenti la presa fino a quando non si posa la testa sul cuscino.Non si tratta di un mal di testa qualunque, per carità; bensì un mal di testa linguistico, proprio così. Siamo purtroppo abituati a studiare nelle nostre scuole le lingue estere fin dalle elementari. Chi decide di partire non solo è onesto, non viene lui conferito del coraggio, ma ha capito un concetto fondamentale che non appartiene alla nostra cultura: lo studiare una lingua lontano da casa.
Studi molto scientifici indicano la soglia dei 5 anni come termine per apprendere come spugne la lingua. Un infante che riceve entro questo limite un’educazione bi- o tri- lingue avrà la possibilità di coltivare le sue favelle con pochi sforzi. Invece, le nostre elementari iniziano a 6 e le prime parole di francese insegnate in classe solamente a 9. Poi, a 12 il tedesco e 13 l’inglese. Non ci siamo.
Siamo sempre stati abituati a studiare una lingua proveniente da “fuori”, per opposizione il “dentro” è il nostro contesto linguistico. Bene. In questo “dentro” le parole ci vengono naturali, è la nostra lingua madre. Anche se viviamo di una povertà linguistica specialmente degradante, affrontiamo linguisticamente la giornata senza timori.
Trovo ridicola la pretesa di insegnare lingue da “fuori” nel nostro contesto: quasi tutto tempo sprecato. Perché imparare una lingua è un esercizio continuo, impossibile da fare nel “dentro”, bisogna uscire. Pezzi di codice vengono persi perché non si è obbligati a servirsene.
Solo quasi e non tutto tempo sprecato perché sono necessari dei rudimentali strumenti. Piccole nozioni linguistiche possono permettere di sopravvivere appena si giunge all’estero, ma tutto il resto è un’enormità di tempo impiegato per ottenere briciole.
La nostra scuola dovrebbe incentivare i soggiorni linguistici prolungati, i mal di testa linguistici che vi ho augurato, invece di prolungare l’agonia in classe. Bisogna essere obbligati dalla quotidianità ad affrontare un’altra lingua, non essere ricattati con una nota d’esame.

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Una risposta a Mal di testa linguistico

  1. Guignol ha detto:

    Ti modifico volentieri l’ultima frase: Bisogna essere obbligati dalla quotidianità PER affrontare SERIAMENTE un’altra lingua.

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