Bersani-Berlusconi e l’incognita del Professore

La situazione politica italiana è sempre più caotica, addirittura peggio degli ultimi anni. Il fattore nuovo, che crea maggiore scompiglio (impresa che sembrava molto ardua fra l’altro) è Mario Monti. Il Professore, come è stato da subito soprannominato, sta diventando la “variabile impazzita” nel contesto elettorale, che porterà la Penisola al voto il mese prossimo. In Italia la divisione in piccoli partiti e movimenti, spesso nati da iniziative personali di individui scontenti dal trattamento ricevuto nei partiti maggiori, è da anni un motivo di caos e compromessi non sempre vantaggiosi per i cittadini, con l’obbiettivo di creare alleanze sufficientemente ampie per vincere le elezioni parlamentari e ricevere poi la nomina a premier. La tendenza a creare queste congreghe di politicanti delusi (che è iniziata con il vuoto lasciato dalla Democrazia Cristiana nel 1994) non si è arrestata, ma appunto non è l’unico fattore in gioco.

Dopo l’esperienza quale primo ministro di un governo tecnico, Mario Monti ci ha preso gusto e, bisogna dirlo, anche un certo savoir faire. Nonostante abbia passato un anno intero a ripetere che non si sarebbe candidato, perché la sua nomina era caratterizzata da una situazione d’emergenza, d’eccezionalità e tale doveva rimanere, Monti ha deciso di mettersi in gioco, istituendo un partito tutto suo. Anzi no, ha fatto di meglio, dimostrando di aver imparato in fretta come ci si muove in politica, a dispetto del suo carattere schivo e pacato che lui stesso ha sempre definito come avulso dal contesto elettorale. Ecco dunque che Monti ha prestato il suo nome a una lista elettorale “di centro”, proponendosi di fatto come alternativa in un sistema fin qui caratterizzato da due schieramenti (seppur molto frammentati): uno di centro-destra e uno di centro-sinistra.

Monti, prima ancora di creare questa lista, aveva già comunicato di voler rientrare in gioco nel futuro governo italiano, “solo come premier però”, aveva precisato. In realtà il messaggio del Professore era sostanzialmente questo: “il vincitore, indipendentemente da chi sarà, potrà farmi primo ministro, così io porterò avanti le politiche anti-crisi fin’ora adottate”. Il messaggio è chiaro e il suo significato, dopo una breve riflessione, è altrettanto facile da capire: a Monti non interessa il parere degli italiani e la lotta politica fra centro-destra e centro-sinistra, ma gli preme solamente che si portino avanti le sue riforme e la sua politica. L’idea che in un paese, sia che vinca uno schieramento o che vinca l’altro, a governare venga messa la stessa persona, è uno schiaffo in pieno volto alla democrazia, perché semplicemente si passa sopra al volere del popolo (anche se, in Italia, una situazione del genere è perfettamente legale).

Il programma elettorale del Professore si basa su un’agenda che porta il suo nome e che si può facilmente scaricare in formato Pdf dal sito http://www.agenda-monti.it/, in cui non pochi passaggi lasciano qualche perplessità. Ad esempio Monti insiste molto sull’investire per la formazione e la ricerca, dopo che nell’anno passato come primo ministro ci sono stati tagli importanti in entrambi gli ambiti. Inoltre non si vede una soluzione concreta per diminuire la disoccupazione (soprattutto quella giovanile) e per risolvere il problema degli “esodati” (persone non ancora in età pensionabile che si trovano senza lavoro), e che sia coerente con l’impegno a ridurre le spese pubbliche e il debito statale. Questi sono solo pochi esempi delle perplessità che mi sono sorte leggendo l’agenda-Monti, ma possono far capire come i programmi elettorali siano sempre da prendere con le pinze.

Lo scontro elettorale in Italia dunque si preannuncia intenso e carico di incertezze. Il centro-destra si trova ancora con Berlusconi quale leader (anche la Lega ha deciso di far parte della coalizione, chiaramente a determinate condizioni), il quale è sicuramente molto bravo in fase elettorale, ma molto meno quando si trova al governo… Gli italiani probabilmente sono stufi del Cavaliere, ma anche in passato si sono lasciati ammaliare da lui. I favori dei pronostici comunque vanno a Bersani. Il leader della coalizione di centro-sinistra (che per ora sembra reggere) è l’antagonista di Berlusconi e per questo l’alternativa più valida per il paese agli occhi del maggior numero di elettori. Il problema sarà quello di mantenere buoni rapporti con Vendola e la sua Sel (Sinistra Ecologia e Libertà) per mantener la coalizione (il passato ci ricorda come il centro-sinistra abbia difficilmente mantenuto le sue alleanze interne) e dunque proporre una sufficiente governabilità del paese. Inoltre bisognerà osservare il risultato di Monti, che oggi viene dato con il 15% dei consensi, tali da diventare probabilmente un alleato “obbligato” di chi sarà chiamato a governare, probabilmente Bersani appunto.

Il futuro politico italiano è sicuramente incerto, come mai lo è stato negli ultimi decenni, e fare previsioni realistiche e precise è praticamente impossibile. Ciò che dovrebbe far riflettere è la struttura elettorale che si sta creando nella vicina penisola, perché i personalismi, gli accordi sottobanco, le pressioni dall’Europa e chi più ne ha più ne metta, stanno creando una situazione che molti italiani non meritano di dover vivere e le cui conseguenze non meritano di dover pagare.

 

Rambaldo

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5 risposte a Bersani-Berlusconi e l’incognita del Professore

  1. [TR] ha detto:

    Bravo, mi piace. Bello il passaggio in cui sottolinei la legalità formale della presunta democrazia italiana.
    Ho avuto il piacere di vedere in diretta Berlusconi da Santoro… che dire, uno show. Berlusconi è ancora riuscito ad uscirne in piedi grazie al suo carisma e alla sua spettacolarizzaione della politca…
    Oltre alle ai movimenti/partiti citati da te vorrei far notare come il movimento 5 stelle di Beppe Grillo potrebbe essere la vera rivelazione. È l’unico movimento che si propone come anti-politica (ciò che molti italiani desiderano adesso) e contro quella che viene definita casta. Certo, poi probabilmente è più populista di qualsiasi altro movimento e non si è ancora capito che linea politica vuole avere. Ha molte incoerenze e contraddizioni al suo interno e forse non sarebbe in grado di governare il paese, ma sono del parere che potrebbe riuscire a dare quella botta necessaria a scardinare il sistema (ed almeno a cambiare legge elettorale).

    • Rambaldo ha detto:

      Grazie. Sì ho pensato a te quando ho scritto quel passaggio…
      In effetti si poteva dire molto di più, ma poi rischiava di diventare troppo incasinato e superficiale. Il movimento 5 stelle potrebbe far bene, è vero, ma ultimamente sono uscite le prime frizioni interne e ci sono già stati i primi abbandoni, quindi non so se sarà una forza così determinante in queste elezioni.
      Un altro nuovo movimento da tenere in considerazione è quello di Ingroia, soprattutto perché potrebbe entrare nell’alleanza di Bersani, ma così facendo potrebbe anche sconquassarla, infatti non tutti nel centro-sinistra vedono di buon occhio le idee dell’ex-magistrato, vedremo se Bersani vorrà rischiare, ma non penso lo farà.

      • [TR] ha detto:

        Secondo me questo per molti italiani sarà un voto di protesta contro il sistema politco (e non). Quindi questi nuovi movimenti di Ingroia e Grillo potrebbe prendere i delusi (soprattutto Grillo penso).

      • Rambaldo ha detto:

        Sicuramente avranno un ruolo, ma quanto importante non so. Certo è che trovare alleanze per governare non sarà facile.

  2. valpreda ha detto:

    Il movimento 5 stelle ha da poco aperto le liste ai militanti di Casa Pound, prende voi le misure di quanto sia serio questo movimento…

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