M 13 è morto per chi non l’avesse ancora capito

M13 qui, M13 là, M13 dappertutto! Pare uno scandalo di proporzioni bibliche la morte del plantigrado. Sembra troppo facile cavalcare la polemica con le migliaia di persone scandalizzate. Proviamo quindi a fare un po’ di finto moralismo e a punzecchiare un po’. Quel bell’orsacchiotto è stato abbattuto, ucciso. Forse potevano esserci soluzioni migliori, si poteva provare a trasferirlo, ma le autorità hanno deciso e ora non si può tornare indietro. Bisogna analizzare la situazione fare critiche costruttive e poi migliorarsi per la prossima volta.

Quello su cui voglio polemizzare non è però la morte del fratello di Koda, ma voglio riflettere sulle reazioni di tutti i neo animalisti e dei neo amanti della natura.

Basta fare un giro su Facebook per vedere che la notizia più commentata e condivisa è questa. La pagina Facebook di M13 (gestita da un uomo eh!) si è vista inondarsi di commenti. Pure i commenti agli articoli dei principali portali d’informazione ticinese (Tio, Ticinonews, …) non fanno altro che parlare dell’orso.

Trovo molto triste vedere questa enorme mobilitazione con tanto d’insulti verso chiunque. La trovo triste perché è sproporzionata: raramente ho visto un simile movimento per l’omicidio di un bambino, per un sopruso di stato, per una notizia economica grave o per qualsiasi altra cosa. Trovo molto fuori luogo leggere di gente che si è messa a piangere, gente che si sente profondamente triste e che invoca allo sterminio dell’essere umano.

Leggo quasi con un sorriso poi le minacce di morte alla popolazione svizzera, l’invito a boicottare il turismo e l’economia, l’odio generale verso tutto ciò che è rossocrociato.

Gente come il deputato al Consiglio Nazionale Rusconi che si vergogna di essere svizzero e di vivere in un paese di merda (1) che poi però appartiene a un partito xenofobo e razzista, non riesco a capirla. Meglio un orso di un italiano o un albanese?

Inoltre vorrei ricordare come la Svizzera sia uno dei paesi con la maggiore possibilità di partecipazione popolare alla democrazia diretta. Si sapeva che prima o poi in casi simili (contatto diretto con l’uomo) M13 sarebbe stato abbattuto. Non ci voleva molto a tirare su firme per una petizione, per un’iniziativa costituzionale per ancorare la sua protezione nella costituzione o per fare una colletta (pare che l’essere umano dia più facilmente i soldi per la protezione dei musetti pelosi) per organizzare un trasferimento dell’orso.

Facile arrabbiarsi oggi dopo la frittata, se si vuole cercare un colpevole bisogna guardarsi allo specchio non insultare il primo guardiacaccia poschiavino che vede. Troppo facile così.

Se solo la metà della metà di queste persone si scandalizzasse la metà della metà per la morte di un bambino in Africa, per il neoimperialismo, per la guerra in Siria, per il conflitto Israelo-palestinese, per la crisi economica, per il prolificare di gruppi neofascisti e neonazisti, per il razzismo, l’omofobia e molto altro vivremmo sicuramente in un mondo migliore.

(1)    http://www.liberatv.ch/cms/articolo/11600/rusconi-siamo-un-paese-di-merda-mi-vergogno-di-essere-svizzero/index.html

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3 risposte a M 13 è morto per chi non l’avesse ancora capito

  1. J. ha detto:

    Alcune cose le condivido, altre decisamente no.
    Per esempio credo che scandalizzarsi per l’uccisione di un animale non sia esagerato, ma trovo poco coerente tutto questo improvviso sentimento zoofilo/animalista da parte della popolazione: ci si scandalizza per questo caso, e poi non ci si interroga ogni giorno su quello che c’è nel nostro piatto. Non aveva un cuore anche il maialino che si sta mangiando? Non lo aveva il pollo? Penso che ci sia bisogno di un po’ di sana coerenza. Dispiacersi per l’uccisione dell’orso e non dispiacersi (né interrogarsi) sulle condizioni degli allevamenti degli animali io lo trovo decisamente ipocrita. E mi fa rabbia sapere che improvvisamente diventino tutti animalisti convinti, vergognandosi di far parte della razza umana, e poi per cena mangiarsi una bella bistecca. Non aveva diritto di vivere anche il manzo quanto l’orso? A quanto pare sembra di no.

    Credo che se uno sia coerente nelle sue scelte abbia il diritto di scandalizzarti sia per l’uccisione di un animale sia per l’uccisione di un bambino. Chi ha detto che l’empatia vada riservata solo agli uomini? Si può essere empatici in egual modo verso una persona e verso un animale. Non ci vedo niente di sbagliato. Inoltre penso che avere più empatia e sensibilità verso gli animali possa contribuire a migliorare il mondo in cui viviamo: si vedano i problemi di fame in Africa spesso dovuti anche al fatto che i contadini coltivano beni che vanno a sfamare gli animali d’allevamento che finisco poi sulle tavole degli occidentali, o le situazioni dei contadini che si ritrovano senza terra in Brasile per lasciare spazio alle monoculture di soia (alimento che diverrà poi mangime per gli animali d’allevamento intensivo), si veda la deforestazione, il clima, ecc. Non dico che ciò debba togliere attenzione dagli avvenimenti di cui tu hai parlato, ma credo che meritino comunque considerazione.

    Per quanto riguarda il fatto che se c’era da fare qualcosa andava fatto prima sono d’accordo. Ma si può sempre imparare da questi errori. Un’iniziativa popolare federale «Per la protezione dei grandi predatori (orso, lupo e lince)» era già in corsa da prima che uscisse il caso M13. Sono curiosa di sapere se tutta quella gente che ora si sta “mobilitando” su internet firmerà l’iniziativa. Io lo spero, ma non ne sono convinta.

  2. Skiantato ha detto:

    Se vuoi parlare di distrazione sociale, parliamo di calcio in tv, della preziosità femminile (quanto tempo sprecato a fare il filo? Potevamo manifestare in piazza entrambi), della morbosità maschile (quanta masturbazione mentale o reale?), del lavoro (se il lavoro va bene, tutto va bene), della cronaca (i problemi non si creano né si risolvono nel corso di un tg, o di una giornata), del falso moralismo (assenza di autocritica), dell’ignoranza (perché nessuno spiega più come funzionano le cose), del porco facebook o del computer stesso (ore ed ore solo a far scorrere quella bacheca del ***) e via discorrendo. Vedi quanto sono palloso? Significa che la distrazione sociale è un dato acquisito, come il buono e il cattivo tempo, chi le va contro è un terrorista, un emarginato, pure sfigato.

    Te lo lascio in sospeso almeno rimane fra noi: è di una polemica allucinante, soprattutto per l’uso di stereotipi superati donna-difficile; maschio-figa; cronaca-inutilità; facebook-inutilità anche se… Non ho tutti i torti.

    La televisione stavo dimenticando!

  3. Erre ha detto:

    “Dag giò cume dag al urs!”

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