La mente umana, tra la fantasia e l’ignoto

La fantasia dell’uomo, si sa, è spesso definita come estremamente variegata e complessa, se non addirittura infinita. Tale aspetto della mente umana è infatti alla base, ad esempio, di moltissime delle maggiori opere artistiche, siano esse scritte, dipinte, filmate o altro. Se la fantasia viene poi accostata all’ignoto, si viene presto a creare quella che si potrebbe definire come una miscela esplosiva. Con il termine ignoto si intende, penso sia inutile dirlo, ciò che non è noto (in questo caso all’uomo). Risulta quindi facile capire come la componente fantasiosa possa avere ampio spazio di manovra nell’ambito, appunto, dell’ignoto. Spingendomi oltre potrei affermare che dove non arrivano le conoscenze dell’uomo arriva invece la fantasia. In altri termini: dove l’uomo non conosce, tende ad inventare.
Uno dei maggiori interrogativi che da sempre attanagliano la mente umana riguarda la propria sorte al momento del soppraggiungimento della morte. Dato che, perlomeno finora e fatta forse eccezione per le cosiddette esperienze post mortem, nessuno è stato in grado di ritornare in vita dopo un decesso, tale domanda è destinata a far discutere ancora per parecchio tempo.
Per cercare di dare una risposta pertinente a questo quesito ecco dunque che l’uomo ha inventato – nientemeno che – le varie religioni. A dipendenza del credo al quale una persona è “affiliata”, cambiano così gli scenari che la attendono dopo la vita.
Il tema della morte ricorre inoltre, in maniera ovviamente differente, anche nella filmografia definita “horror”, nella quale gli attori sono praticamente sempre confrontati con la loro più grande paura, ossia, come detto, la morte. La fantasia degli autori si spreca nel tentativo di creare creature mostruose e sanguinolente provenienti dall’oltretomba. Il tutto è poi condito con musiche suggestive ed ambientazioni che evocano sentimenti di paura e di inquietudine anche negli spettatori, i quali guardano queste pellicole cercando proprio questo genere di emozioni forti. Se l’uomo potesse conoscere il proprio destino al momento del decesso ecco che tutte queste vicende horror perderebbero gran parte della loro particolarità e del loro senso.
Tra l’altro, se proprio si deve aver paura di qualcosa, meglio comunque dei vivi piuttosto che dei morti.
Cambiando ambito, un esempio “storico” può invece concernere le scoperte geografiche iniziate a cavallo tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500. Quando i conquistadores raggiunsero le Americhe (termine qui da intenedere come l’insieme del Nord e del Sud America) notarono subito alcune evidenti differenze territoriali e culturali. La terra sulla quale erano arrivati si estendeva davanti a loro a perdita d’occhio ed era totalmente sconoscituta, quindi ignota, agli europei. La fantasia trovò così terreno fertile per svilupparsi nelle sue più svariate forme. Molto suggestive, a tal proposito, le prime carte geografiche, le quali rappresentavano sia, in modo molto sommario, la conformazione morfologica del terreno, ma soprattutto le creature che si presumeva abitassero questi luoghi. Questi abitanti venivano rappresentati in modo grafico come una sorta esseri con, da un lato, caratteristiche umane, mentre dall’altro strane deformazioni od usanze. Ovviamente, agli occhi di un europeo di inizio XVI secolo, le differenze con questi individui risultavano essere enormi (anche a causa di un diverso credo religioso), ma non sicuramente tali da giustificare le rappresentazioni grafiche di cui ho scritto sopra. Ecco dunque come gli europei si dilettarono quindi nell’inventare la presenza di “umanoidi” in questi territori ancora inesplorati.
Al giorno d’oggi questo discorso non è certamente più attuale sulla Terra, in quanto i territori emersi sono ormai tutti noti e cartografati con estrema precisione grazie all’ausilio delle più moderne tecnologie. Ciò non vuol però dire che la fantasia dell’uomo in questo ambito si sia fermata, anzi, si è semplicemente spostata. Sì, ma dove? È presto detto: nello spazio, al di fuori cioè del sistema Terra. Il dibattito sulla presenza o meno di forme di vita extraterrestri è infatti nuovamente alimentato dalla fantasia verso un ambito che è fondamentalmente ancora avvolto dall’ignoranza. La sola estensione dell’universo è tale da presupporre la presenza di altre forme di vita, nonostante ciò le conoscenze dell’uomo si limitano ad alcune teorie (a volte pure in totale disaccordo tra di loro) supportate da argomentazioni difficilmente definibili come scientifiche. Non è ancora stata fatta chiarezza su questo spinoso e sicuramente suggestivo tema, permettendo così la creazione di storie e speculazioni sui cosiddetti alieni e sulle loro intenzioni nei nostri confronti.

La mente umana si barcamena quindi tra ciò che è ormai noto e dato per assodato e ciò che ancora non lo è, condendo tutto ciò con abbondanti manciate di fantasia. In attesa delle prossime scoperte scientifiche o pseudoscientifiche il divertimento è quindi assicurato, questo è certo.

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