Finanziamento ai partiti politici

«Non so se abolire il finanziamento [ai partiti] serva a far pace con Grillo; sicuramente serve a far pace con gli italiani che hanno votato un referendum e che anche alle elezioni ci hanno dato un segnale»(1). Queste erano le parole di Renzi* all’indirizzo del finanziamento pubblico ai partiti. L’abolizione è tema forte, ma prima di abbracciare ricette populiste bisognerebbe riflettere sull’origine di questo sistema di retribuzione. Fino al 1993, cioè fino allo scandalo delle tangenti, dal quale il processo «Mani Pulite» spazzò via Democrazia Cristiana e il Partito Socialista, lo Stato finanziava direttamente i partiti. Poi un referendum popolare abrogò questo sistema per giungere ai rimborsi elettorali: in poche parole, più sei votato, più sei pagato dallo Stato. Se deludi l’elettorato prendendo tangenti, prendi meno voti e meno denaro. Questo fino ad oggi: un sistema legato alla volontà popolare in una certa misura.
Il concetto di partito è bene riassunto nell’articolo 49 della Costituzione italiana: «tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». Quindi il partito è un associazione che organizza la rappresentanza del popolo: per questo necessita fondi. Bene.
Fin qui l’Italia, e in Svizzera: come funziona da noi? i partiti sono considerati «come associazioni», non a «scopo di lucro» e «si finanziano principalmente mediante contributi dei loro membri e donazioni»(2). Donazioni? Se ho capito bene: i partiti svizzeri possono essere finanziati a nostra insaputa, non sono tenuti a pubblicare gli indirizzi dei loro finanziatori. Questo equivale a concedere spazio alla corruzione e al lobbismo: non sappiamo chi paga i partiti che influenzano la nostra democrazia rappresentativa – se si può ancora chiamare così. È il paese del compromesso ma fino a un certo punto.
Il nostro Cantone in reazione al processo «Mani Pulite» aveva cercato di legiferare in questo senso, nel 1999, un nuovo articolo di legge recitava: «I partiti e i movimenti politici comunicano annualmente alla Cancelleria dello Stato l’ammontare dei finanziamenti che eccedono la somma di fr. 10’000.– annua e l’identità dei donatori». Troppo bello per essere vero perché questa legge è stata abrogata. Infatti, leggo, questo legge «non [è] idonea a raggiungere lo scopo che si prefigge, sia perché facilmente e legalmente eludibile, sia perché accentua le differenti opportunità finanziarie dei candidati»(4). Facilmente eludibile? Sempre meglio avere una legge che renda più difficile la vita alla corruzione che abrogarla, poi, in Ticino, voglio vedere qualcuno che riuscirebbe a distribuire mazzette da diecimila per eludere questa legge, qualcuno se ne accorgerebbe. Differenti opportunità finanziarie? È una non causa pro causa palese: un politico con meno amici facoltosi sarebbe contentissimo se ci fosse trasparenza sui finanziamenti ai partiti, roba da matti. Se Machiavelli ci chiamava «liberissimi»(5), direi che lo siamo un po’ troppo.

(1) http://www.repubblica.it/politica/2013/03/12/news/crimi_lombardi_incontro_pd-54371738/?ref=HREC1-1
* Giovane politico di spicco del Partito Democratico italiano.
(2) https://www.ch.ch/it/finanziamento-partiti/#sprungmarke2_9
(3) Raccolta Leggi Ticino, Legge sull’esercizio dei diritti politici, 1998, Art.114 http://www3.ti.ch/CAN/rl/program/default.htm?01_09.htm
(4) http://www.servat.unibe.ch/dfr/bge/c1125441.html
(5) Il Principe, Machiavelli, 1513, Cap XII

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Svizzera, Ticino. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Finanziamento ai partiti politici

  1. Skiantato ha detto:

    Non credo sia stato un cosiddetto “volo pindarico” partire dall’Italia per arrivare a noi, in fondo è il mio modello politico, da cui dipendiamo non solo culturalmente, in più e fucina di molti cambiamenti – vedi grillini, per fare un esempio.

  2. [TR] ha detto:

    Piccola correzione, l’articolo abrogato in realtà è solo un capoverso ed è il 115 cpv. 2 e come dice la nota a pié di pagina “Cpv. abrogato dalla sentenza 1.7.1999 del Tribunale federale; in vigore dal 1.7.1999 – FU 1999, 5138.”

    Per il resto, nulla da dire. La situazione è questa ed è un dato di fatto. Discussioni a livello federale sono in corso e riemergono ogni tanto a dipendenza del momento.
    Alcuni partiti (o banche) pubblicano volontariamente alcune donazioni considerevoli, ma sono d’accordo sul fatto che dal momento in cui si propende per l’autofinanziamento bisognerebbe obbligare per lo meno la segnalazione delle donazioni (superiori a tot…).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...